SCHEDA DESTINAZIONE
Honfleur
Normandia - Francia - Francia nord-ovest

Honfleur
Honfleur, situata sull'estuario della Senna, alle porte del Pays d'Auge e della Cote de Grace, è una cittadina molto attraente con il suo Vecchio Bacino, le stradine pittoresche, la Chiesa Santa Caterina e il suo porto in cui una flottiglia di pescherecci sbarca quotidianamente pesci e crostacei. Ai giorni nostri la doppia vocazione di porto fluviale e marittimo di Honfleur si afferma con l'arrivo delle grandi navi da crociera, alcune lunghe anche 220 metri, che si fermano lungo le banchine dalle acque profonde (fra 7.5 e 9.5 metri) della cittadina.

I viaggi in Canada - Dall'inizio del 16° secolo i navigatori avevano toccato le coste di un paese chiamato "Gallia Nova" da Giovanni da Verazzano (scopritore del sito di N.Y.), ma fu Jacques Cartier che nel 1534 "vi mette i piedi, se ne impadronisce e lo regala alla Francia". Il nome Canada deriva dalla parola che significava villaggio in lingua locale del 16° secolo. Francesco 1° resta deluso perchè il navigatore di St Malo non porta ne spezie, ne oro, ne diamanti e quindi ci si disinteressa del caanda. E' solo all'inizio del 17° secolo che Samuel de Champlain esperto navigatore, ha per missione di creare stabilimenti in questo vasto territorio. Partito da Honfleur farà numerose spedizioni e nel corso di quella del 1608 fonderà Ville de Québec. Grazie ai consigli di Colbert, Luigi XIV si interessa al Canada che diventa rapidamente una vera e propria colonia normanna: più di 4 000 contadini vi si stabiliscono e lavorano la terra; la pesca, la caccia e il commercio del pollame sono fiorenti, ma gli indigeni non accettano di buon grado i coloni francesi e nel 1665 bisogna fare appello all'esercito. Cavelier de la Salle partendo dal Canada esplora la Louisiana, ed è per difendere la vallata dell'Ohio (via di passaggio fra le due colonie) che inizia la lotta con l'Inghilterra che nel 1760 farà perdere alla Francia il Canada, tranne la regione del Québec.

Honfleur e le arti - L'atmosfera pittoresca del villaggio ha ispirato tutta una folla di artisti: pittori, scrittori e musicisti. Quando la costa normanna va di moda fra i romantici De Musset soggiorna a St Gatien dal suo amico Ulrich Guttinger, ma ben presto Honfleur viene "colonizzata" dai pittori. Non si tratta soltanto di Boudin, Hamelin, Lebourg (puri normanni) ma anche di parigini come Paul Huet, Daubigny, Corot ecc. e di stranieri come Bonington e Jongkind. E' nel piccolo albero St Siméon, da Maman Toutain che si riuniscono i pittori e alcuni di loro fonderanno il gruppo che prenderà il nome di "impressionisti". Da allora pittori di tutte le scuole (puntinisti con Seurat, fauvisti con Dufy) sono giunti a Honfleur. Anche Beaudelaire vi soggiornò, presso la amdre che viveva nella cittadina e qui scrisse "L'invito al viaggio". Oltre a Eugène Boudin, chiamato il "maestro dei cieli" per il modo speciale che aveva di disegnarli, nacquero a Honfleur il compositore e pianista Erik Satie e lo scrittore satirico Alphonse Allais. Ancora oggi vediamo pittori con il loro cavalletto che ritraggono il tranquillo paesaggio e la località pullula di gallerie d'arte.

IL VECCHIO BACINO Creato da Duquesne su ordine di Colbert, risale al 17° secolo ed è circondato da pittoresche banchine a cui velieri e yacht danno uno charme particolare. Il Quai St Etienne presenta ricche dimore di pietra a due piani e mansardate e l'ex Chiesa di S. Stefano, ormai sconsacrata ed adibita a Museo della Marina. Si trattava della Chiesa più vecchia di Honfleur risalente alla fine del 14° secolo con un curioso tetto, fatto di pezzetti di legno a simulare le piccole lastre di ardesia. Il Quai Ste Cathérine invece fa pensare ad una città del Nord Europa (Amsterdam, Copenhagen) con le sue case alte e strette che contano fino a 7 piani ed hanno facciate in legno, alle volte protette da ardesia.

I DEPOSITI PER IL SALE Si incontrano venendo dal parcheggio prima di giungere al Vecchio Bacino: è una costruzione in pietra, coperta di tegole voluta anch'essa da Colbert e fatta realizzare nel 1670 per contenere il sale merce importantissima per la conservazione degli alimenti. Del resto vi era una tassa specifica sul sale chiamata la "gabella". Questi depositi potevano contenere fino a 10 000 000 di kg di sale (come ricorda una targa sulla parete). Ora è una sala per le esposizioni temporanee, quindi non sempre visibile internamente, ma il soffitto in legno è degno di nota.

IL MUSEO DELLA VECCHIA HONFLEUR Continuando nella Rue de la Prison che permette di raggiungere il Vecchio Bacino, alla sinistra dell'abside dell'ex-Chiesa S. Stefano si trova un interessante Museo Etnografico. L'edificio risale al 16° secolo ed una parte di esso era adibita a prigione (la visita del Museo inizia proprio da li). Per 3.00 si possono vedere mobili e oggetti della vita quotidiana in Normandia nei secoli passati, abiti per tutte le occasioni (cuffie, mantelli, grembiuli), gioeilli, e ricostituzioni di ambienti rurali e cittadini oltre che di un emporio del 16° secolo.

LA LUOGOTENENZA Situata sul lato opposto del Vecchio Bacino è ciò che resta della dimora (16° sec) del Luogotenente del Re, governatore di Honfleur. Sulla facciata che dà sulla piazza è stata incorporata fra due torrette l'antica Porta di Caen (nel MedioEvo era una delle 2 entrate alla città). Sulla facciata verso il porto una targa ricorda le spedizioni di Champlain. E' la Capitaneria di Porto.

CHIESA SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA Interamente in legno ad eccezione delle fondamenta e delle parti aggiunte alla fine del 19° e nel 20° secolo la sua architettura è rara in Europa occidentale. Dopo la Guerra dei Cent'Anni e le sue distruzioni, tutti furono presi da una grande smania di ricostruzione e si rubavano muratori e architetti. Ricostruire, soprattutto chiese, era un modo per ringraziare Dio della partenza degli Inglesi. Anche la Chiesa di Honfleur era stata praticamente distrutta dal lungo conflitto e non essendoci muratori disponibili l'incarico della ricostruzione fu affidato ai "Maestri d'Ascia" di Honfleur, che costruivano le barche in legno (Honfleur era un tempo un centro di costruzioni navali). Essi decisero di utilizzare il materiale e i sistemi che conoscevano e costruirono una chiesa interamente in legno, con come soffitto la carena di una barca rovesciata (da qui si capisce bene il termine "navata" che si usa nelle chiese); anche le decorazioni vennero fatte con il legno.

Nel 16° secolo la popolazione era tanto aumentata che la piccola chiesa non era più sufficiente a contenere tutti i fedeli; venne quindi chiesto ai Maestri d'Ascia di ingrandirla. Ma essi non sapevano costruire carene di dimensioni maggiori, quindi ne fecero un'altra quasi uguale e la posero alla destra della prima. Entrando si ha porporio l'impressione di vedere due chiese unite (vi sono solo pali in legno di quercia appena smussati a separare le due navate). Ogni parte è ricoperta da una volta in legno con intelaiatura a vista e vi sono due altari. I pannelli scolpiti che ornano la cassa d'organo sono del 16° secolo, l'organo del 18°.
Vi sono poi numerose statue che rappresentano vari Santi di diverse epoche. Sull'altare principale le statue in legno di S. Caterina d'Alessandria a cui la Chiesa è dedicata e S. Stefano, 1° martire cristiano la cui chiesa è stata trasformata in museo. A ricordo del fatto che ci troviamo in una località di marinai e pescatori molto spesso bandiere con i segnali nautici sono appese nella navata e sull'altare vi è sempre almeno un modellino di barca in legno. La chiesa si anima particolarmente durante la Festa dei Marinai all'inizio di giugno (oltre a numerosi ex-voto (gomene, ciambelle di salvataggio, barchette) viene addobbata con tantissimi fiori) e il 15 Agosto quando "riceve la visita" della Statua di N.D. de Grace elegante e ingioiellata. Il campanile è una robusta costruzione di legno di quercia, ricoperta di legno di castagno appoggiata su una larga base che era un tempo la casa del campanaro. Si temeva che la chiesa di legno non avrebbe retto il peso del campanile: quindi esso è di fronte alla Chiesa e l'ex-casa del campanaro è diventata un piccolo Museo di Arte Religiosa.


Fonte: Franca Fanti - Reves et voyages
http://www.reves-et-voyages.eu