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Reims e lo Champagne
Reims - Francia - Francia settentrionale

Reims e lo Champagne
Il suo particolare sapore deriva soprattutto dai terreni calcarei, risalenti a depositi dell'era secondaria, di cui la regione è molto ricca e sui quali viene coltivato. D'inverno infatti il calcare protegge le radici della vite contro il gelo e d'estate esso le restituisce l'umidità necessaria alla sua crescita. Importante anche il clima della zona: la temperatura media annuale non supera i 10.5°C (si tratta del limite al di sotto del quale l'uva non matura più): paradossalmente queste condizioni climatiche difficili sono le più adatte per l'ottenimento di grappoli di qualità eccezionale.
Dal 1935 solo 3 vitigni sono autorizzati per la produzione dello Champagne: PINOT NOIR (uva nera a succo bianco) conferisce al vino un aroma di frutti di bosco; è il vitigno che porta all'assemblage corpo e potenza. PINOT MEUNIER (uva nera a succo bianco) è un vitigno morbido e fruttato, con un intenso bouquet; evolve rapidamente nel tempo e conferisce al vino la sua rotondità. CHARDONNAY (uva bianca) è il vitigno della finezza, conferisce note fiorite e spesso (in quanto utilizzato giovane) la sua lenta evoluzione ne fa un complemento ideale per la maturazione. Le viti sono basse e la superficie di produzione dello Champagne rappresenta solo il 2% delle superfici coltivate a vite in Francia. 100 giorni dopo la fioritura si effettua la vendemmia: la raccolta dell'uva, tutt'ora fatta a mano, dura solo una quindicina di giorni. Subito dopo si passa alla pigiatura in cui l'uva dà un succo bianco e zuccherino che durante i mesi successivi si trasformerà in un vino bianco e tranquillo. Per 150 kg di uva il massimo rendimento in succo e mosto è limitato a 100 litri. Le preziose bollicine si formeranno solo in un secondo tempo, nella penombra delle cantine scavate nel calcare. Una volta acquistate le bottiglie non vanno esposte alla luce e non vanno neppure conservate a lungo: in effetti hanno già subito un invecchiamento nella cantina di produzione (3 anni in media) e le loro qualità organolettiche non possono migliorare come invece accade per certi vini. Meglio quindi consumarlo entro l'anno e comunque non oltre i 36 mesi per un millesimato. Lo Champagne va bevuto fresco (temperatura ottimale 8°C) mai ghiacciato e in una flute perchè possa esalare al meglio tutto il suo aroma. Un centinaio di Maisons, grandi e piccole (la più importante è la multinazionale del lusso LVMH che controlla le seguenti marche di Champagne: Dom Pérignon, Moet et Chandon, Ruinart, Veuve Clicquot, Pommery, Mercier e Canard Duchene) si spartiscono una torta di 310 MÄ all'anno.



Fonte: Franca Fanti