SCHEDA DESTINAZIONE
Il parco naturale
Camargue - Francia - Francia meridionale, Provenza Alpi Costa Azzurra

Il parco naturale
Il parco naturale occupa una superficie di 85.000 ha. ed ha come obiettivi: salvaguardare l'ecosistema camarghese, permettere agli abitanti di vivere nel loro ambiente naturale favorendo al contempo il mantenimento dell'economia agricola, controllare l'equilibrio idraulico e l'afflusso dei turisti. Immensa pianura alluvionale, la Camargue è il risultato dell'azione congiunta del Rodano, del Mediterraneo e dei venti. Alla fine dell'era terziaria e inizio di quella quaternaria, mentre il mare arretra i corsi d'acqua trasportano enormi quantitativi di pietruzze che si stratificano su centinania di metri di spessore
Su questa base di ciottoli si depositano in seguito strati di sedimenti marini (il mare infatti si estendeva fino alla riva nord dello Stagno di Vaccarès) e il paesaggio non cessa di modificarsi: il Rodano trasporta enormi masse di detriti e si formano delle terre che isolano le zone paludose: appaiono cordoni litorali modellati dalle correnti costiere che chiudono delle lagune. Assieme alle lontre e ai castori, sono le varie specie di uccelli a regnare su quest'immenso terreno paludoso. Se ne contano circa 400 specie diverse, delle quali circa 160 migratrici.

L'avifauna cambia secondo la stagione: uccelli migratori vengono a svernare dal Nord Europa (anatre alzavole) o vi fanno scalo in primavera e in autunno (aironi rossi). Vi sono anche aironi guardabuoi, eleganti garzette, aironi cinerini, anatre tuffatrici, trampolieri bianchi e tarabusi, senza dimenticare gli abitanti tradizionali dei litorali: gabbiani di varie specie e dimensioni, grandi cormorani e una moltitudine di passeracei, falchi di palude e, vedettes incontrastate, i fenicotteri rosa. L'acqua è ricca di pesci: carpe, pesci castagna, persici e soprattutto anguille che vivono nei piccoli canali di acqua dolce della Camargue. Vi si trovano anche raganelle, piccole tartarughe d'acqua e biscie dal collare (non velenose).



Fonte: Franca Fanti